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Festival dell’Architettura di Roma: FAR 11-19 giugno 2022

Ridisegnare il futuro della Capitale

FAR: Visioni, confronti e dialoghi per il futuro di Roma. Per contribuire a ridisegnare il tessuto e le relazioni urbane, anche attraverso il lancio di una nuova fase di rinnovamento del territorio, innescando processi e dinamiche mirati alla riconquista di spazi dimenticati, alla capacità di garantire la qualità dei progetti fino alla possibilità di favorire la più ampia partecipazione della cittadinanza ai cambiamenti in atto.

Il Festival dell’Architettura di Roma, alla sua quarta edizione, torna quest’anno con una nuova identità e un programma diffuso sul territorio della Capitale, che si svilupperà tra l’Esquilino e il quartiere Ostiense. Il Festival, ideato e organizzato dall’Ordine degli Architetti di Roma, è stato presentato il 3 maggio, presso il nuovo Rettorato dell’Università Roma Tre, su via Ostiense.

Sabato 11 giugno ci sarà un evento al Parco Schuster, dedicato a sport, accessibilità e inclusione, mentre domenica 12 giugno l’inaugurazione del festival sarà alla Casa dell’Architettura,Ex Acquario Romano in Piazza Manfredo Fanti, con il sindaco Roberto Gualtieri.  Alla Casa dell’Architettura ogni mattina si terranno la rassegna stampa su Roma di «Sveja» e dei talk, per poi spostarsi in quartiere Ostiense per le conferenze pomeridiane. Ogni giorno ci saranno «pranzi di quartiere», attorno alle installazioni diffuse nel territorio della città.

I temi delle giornate saranno: «Includere, abitare» (13 giugno), «Lavorare» (14 giugno), «Turismo e cultura» (15 giugno), «Infrastrutturare e innovare» (16 giugno), «G-Roma: visione dai Municipi» (17 giugno), «Roma da rigenerare» (18 giugno) e «Immaginare» (19 giugno).

Tra ospiti, workshop, conferenze, appuntamenti culturali, ospiti italiani e internazionali – della scena architettonica e non solo - momenti istituzionali e performance, il programma sarà denso di eventi.

La direttrice del FAR, Alice Buzzone, ha moderato l’incontro soffermandosi soprattutto sugli obiettivi di questo evento, “la costruzione di un dispositivo culturale in evoluzione, che ha come obiettivo quello di coinvolgere sempre di più la cittadinanza in un dibattito sull’architettura e sul futuro della città e dei suoi territori”.

È necessario fare oltre che dibattere, è fondamentale parlare del territorio ma ancora più importante è parlare nei territori insieme alla cittadinanza. Spetterà ai progettisti, poi, tradurre le visioni dei cittadini in un linguaggio tecnico capace di sviluppare scenari e strategie, insieme all’amministrazione di Roma Capitale, per rinnovare l’urbanistica come in parte sta già avvenendo.

I temi di maggiore interesse che animano l’impegno dell’Ordine e che saranno anche al centro di FAR li ha ricordati Alessandro Panci, presidente OAR. «Come tecnici sentiamo troppo spesso parlare di Roma in riferimento al degrado, allo stallo delle procedure autorizzative e ad altre problematiche che incontriamo ogni giorno nello svolgimento della nostra attività: per cambiare, però, bisogna intervenire, in molti casi direttamente all’interno delle istituzioni e degli iter burocratici. Per investire tempo e risorse economiche occorre una certezza temporale per realizzare le opere.  In quest’ottica l’Ordine degli Architetti sta portando avanti iniziative insieme all’assessorato capitolino all’Urbanistica, il quale dovrà anche fare fronte a una cronica carenza di personale. Bisogna comprendere, tuttavia, che le azioni da intraprendere devono essere mirate a intervenire sulla città e sui suoi territori, dal centro storico alle periferie, fino alle borgate e all’area agricola di Roma. Una necessità legata non solo ad aspetti burocratico amministrativi ma anche di natura culturale».

Pasquale Basilicata direttore generale Università Roma Tre ha rilanciato la costruzione del nuovo patto per il futuro della città per continuare ad investire sul territorio urbano. Sulla stessa linea l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Maurizio Veloccia: “È significativo che l’Ordine degli Architetti di Roma abbia voluto immaginare una manifestazione diffusa, in grado di attraversare la città. Il progetto Marconi-Ostiense, infatti, è il principale caso di rigenerazione urbana avvenuto all’interno della città, attraverso la riconversione. Si deve abbandonare l’idea che la città si debba ancora espandere, puntando invece su modelli di sostenibilità economica, sociale ed ambientale.”  Questo sarebbe  il paradigma per ripartire!

Tobia Zevi, assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative di Roma Capitale, ha sottolineato che il patrimonio pubblico deve essere una potente leva di trasformazione urbana e di inclusione sociale in cui l’istituzione mette a disposizione il bene attivando risorse ed energie che sono già presenti nella comunità e accompagnando il percorso di cambiamento.”

Il presidente del Municipio I, Lorenza Bonaccorsi, ha osservato che “il tema ricorrente è quello di capire come possiamo costruire una visione sul destino del centro storico. Non possiamo rassegnarci a diventare una sorta di Disneyland della Capitale ma bisogna puntare sulla ricucitura di un rapporto con i cittadini romani, che da trent’anni si stanno spostando in altre parti della città, lasciando il passo alla massificazione turistica.”

Per dirla con il grande Gaber:

<<Libertà non è uno Spazio libero, Libertà è Partecipazione>>

https://festivalarchitetturaroma.it

 

Arch. Sabina Morra

sabina.morra70@gmail.com

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